Ultimo aggiornamento: Giovedì 2 Set. 2010 | 20:19
Cultura | Italia | 4 Lug 2008 | 23:38

La finestra sul cortile
Prima puntata

agrigentonotizie - cronaca sicilia agrigento politica cultura regione
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"Il signor Questore l'aspetta. La introduco subito" - disse a Montalbano il capo di gabinetto Lattes e proseguì: "Tutto bene in famiglia?". Quello s'era amminchiato, da anni e anni, che Montalbano era maritato e patre di figli. Lui, le prime volte, aviva circato di dirgli che non sulo non aviva né mogliere né figli, ma che era macari orfano di patre e di matre. Non c'era stato verso. Ogni volta la stissa dimanna. E un bel jorno il commissario s'era arrinnuto e gli aviva risposto che a casa, ringrazianno la Madonna, godivano tutti di bona saluti. L'aggiunta del ringrazio alla Madonna ce l'aviva mittuta pirchì era un modo consueto di diri di Lattes e aviva pinsato che la cosa gli potiva fare piaciri.
E quindi macari stavolta la risposta fu quella di sempri: "Tutti bene, ringraziando la Madonna".
L'altro però lo taliò tanticchia dubitoso.
"Che c'è Montalbano?".
"Perchè?".
"Ma non so, ho sentito nella sua voce come un...".
Certo che aveva sintuto qualichi cosa nella so voci. Era arragatata, squasi da raffreddori, pirchì aviva passato mezza nuttata assittato supra la verandina della so casa di Marinella a sbacantarisi tri quarti di una buttiglia di whisky nella spiranza che gli calava il sonno. Ma non potiva diri a Lattes la virità.
"Ci ha indovinato. Lei è molto perspicace. Sono un pochino preoccupato".
"Di che?".
"Il mio più piccolo ha la rosolia".
E di subito si pintì d'aviri ditto una simili minchiata sullenne. In primisi, pirchì ora, con i vaccini, non c'era cchiù nisciun picciliddro che si pigliava la rosolia e in secundisi pirchì l'ultima volta gli aviva contato che il figlio cchiù nico stava dando la maturità.
Ma Lattes non ci fici caso.
"Non si preoccupi, tipica malattia infantile. Passerà, ringraziando la Madonna".
Tuppuliò alla porta dell'ufficio del Questore, la raprì a mezzo, ci infilò la testa dintra, disse qualichi cosa, ritirò la testa, raprì del tutto la porta, si fici di lato per lassarlo passare.
"Si accomodi".
Aspittò che il commissario fosse trasuto e doppo gli chiuì la porta alle spalli.
"Buongiorno" - salutò Montalbano.
Bonetti-Alderighi, il Questore, gli fici un gesto con la mano senza isare l'occhi dalle carte che stava liggenno. Quel gesto vago potiva avire diverse interpretazioni. Potiva assignificari tanto "bongiorno" quanto "venga avanti"; tanto "resti lì" quanto "venga a sedersi"; tanto "mi fa piaciri vederla" quanto "vattela a pilgliari in quel posto".
Optò di fari cinco passi e assittarsi nella seggia che c'era davanti alla scrivania. Con Bonetto-Alderighi non si potiva proprio diri che annassero d'amori e d'accordo. Ogni vota che viniva chiamato alla questura di Montelusa, per un verso o per l'altro sinni tornava a Vigàta col sangue amaro.
Mentri il questore continuava a leggiri le carte, Montalbano si spiò quali sbaglio potiva aviri fatto per essiri stato convocato di prima matina "Urgentevolissimamenti" come gli aviva ditto Catarella. Si fici un esame di cuscenzia che manco in punto di morti e arrivò alla conclusioni che non aviva nenti di nenti da rimproverarsi.
Ma la conclusioni, invece di tranquillizzarlo, lo squietò. Non era possibile che uno fosse assolutamente 'nnucenti. Almeno il piccato originale, quello doviva avercelo. E dunque macari lui aviva fatto un qualiche sbaglio del quale non si rinniva conto. Ma quali? Capì che se si mittiva a ragiunari sulla colpa e il piccato, capace che arrischiava di cadiri in un problema metafisico. Addecise che abbisognava obbligare il questore a parlari senza perdiri altro tempo. Tussiculiò forti, Bonetti-Alderighi finalmente isò l'occhi e lo taliò come se non l'aviva mai viduto prima.
"Ah, è lei, Montalbano".
"Agli ordini signor Questore".
"Volevo dirle che mi hanno telefonato da Roma. Dal Ministero. Lei è stato prescelto".